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Giovedì 30 luglio alle ore 20.00 presso l’Azienda Agricola Pojer e Sandri di Faedo nuova proiezione del documentario “Contadini di montagna“, nell’ambito della rassegna DOC Denominazione di Origine Cinematografica.

Superando le nostre più rosee aspettative, “Contadini di montagna” ha ricevuto il premio speciale del Touring Club Italiano al Trento Film Festival. Un riconoscimento importante per una produzione povera di mezzi ma ricca di idee e spunti di riflessione sul futuro delle terre alte. Questa la motivazione ufficiale:

“Il film affronta in modo garbato, chiaro ed efficace l’evoluzione generazionale del lavoro agricolo in territori di montagna. Un’attività spesso sottovalutata se non addirittura disconosciuta, indubbiamente cambiata nei decenni ma pur sempre necessaria, faticosa, difficile e spesso a rischio di abbandono. L’agricoltura di montagna rimane, per la buona gestione del territorio e quindi (oggi lo si avverte più che in passato) come elemento autentico di attrazione per un turismo di conoscenza corretto e sostenibile. Il misurato inserimento e recupero di intelligenti brani storici e il dialogo sincero che scandisce il riuscito trasferimento in corso tra generazioni, rappresenta una testimonianza efficace di questi valori. La giuria unanime ha apprezzato gli intenti dell’autore e la qualità artistica dell’opera”.

“Ho cominciato a vedere quello che mi stava attorno e che non avevo mai guardato con attenzione: non era solamente la campagna. Erano i campi e quello che nei campi succedeva. Era la complicata faccenda, quanto mai antica e tuttavia sempre piena di novità e di imprevisti, del coltivare la terra”. Sono parole di Giorgio Boatti nel suo libro “Un paese ben coltivato” (Laterza, 2014). Parole che ben si prestano a presentare “Contadini di montagna” (Cierre Edizioni- Antersass), un documentario realizzato da Michele Trentini, regista roveretano che, dopo “Cheyenne, trent’anni” e “Piccola terra”, con questo nuovo film prosegue la sua analisi della vita della gente di montagna, del suo rapporto con il territorio e il paesaggio, delle sue strategie di resistenza.

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Continua il mio approfondimento sul tema dei “contadini di montagna”, sulla loro funzione “pubblica” di manutentori di territorio e costruttori di paesaggio. Dopo aver sentito la versione dell’Assessore della Comunità della Valle di Cembra, Damiano Zanotelli, mi sono rivolto all’Assessore provinciale alle infrastrutture e ambiente Mauro Gilmozzi, che nella scorsa legislatura aveva il paesaggio tra le sue competenze. continua…

La settimana scorsa ho affrontato un tema che credo debba essere messo al centro delle politiche agricole, nella nostra regione: quello del riconoscimento del ruolo pubblico dei “contadini di montagna” come tutori del patrimonio collettivo territoriale. Ho deciso di non chiudere il discorso, ma di approfondirlo in varie puntate. Avendo preso come esempio emblematico il territorio cembrano, ho voluto condividere questa riflessione con Damiano Zanotelli, giovane assessore alla valorizzazione del territorio, ambiente, agricoltura, foreste e turismo della Comunità della Valle di Cembra.

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“Non può piovere per sempre”, dice Brandon Lee in una delle scene più belle e commoventi di The Crow.Qualcuno in questi giorni ci scherza su, facendo circolare sul web immagini divertenti di un Brandon Lee che ammette sconsolato di essersi sbagliato. In effetti sembra che, come nella Macondo di Gabriel Garcia Marquez, dove “piovve per quattro anni, undici mesi e due giorni”, nella fetta di mondo che abitiamo ci si debba rassegnare a un lungo periodo di maltempo.

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